In una notte fredda e tetra del 1943 un treno attraversa la grigia e sconfinata pianura ucraina. Seduto per terra nel corridoio del vagone tra la puzza di sudore, fumo e lucido da scarponi, un uomo tenta invano di pregare. Il treno viaggia verso il fronte orientale e l’uomo (che ha appena bevuto un sorso di grappa per riscaldarsi) è un soldato tedesco di ritorno all’inferno dopo qualche giorno di licenza. Da quando è salito in una stazione in Germania è tormentato dalla certezza assoluta di dover morire di lì a pochi giorni. Non sa di preciso dove, forse a Cernovcy, a Nikopol oppure a Leopoli, ma sa che sarà “presto”. Il suo nome è Andreas, il protagonista di Il treno era in orario, scritto da Heinrich Boll nel 1949, uno dei racconti più intensi della letteratura del ‘900.
Mondadori, 1974.