Il protagonista e narratore di Il dono di Humboldt è Charlie Citrine, commediografo di successo ossessionato dal ricordo di Von Humboldt Fleisher (ispirato alla figura di Delmore Schwartz), un poeta depresso che lo aveva aiutato quando non era ancora famoso. Citrine si mette sulle tracce della preziosa eredità di Humboldt, il soggetto per una nuova commedia. Ridotto infine in miseria e abbandonato da tutti, accetterà di sfruttare economicamente l’idea solo per pagare una nuova sepoltura al poeta matto, come ultimo gesto di una vera e propria devozione capace di riscattare l’inerzia e il fallimento esistenziale di una vita. Duplice ritratto dell’artista nordamericano, il maledetto e l’integrato, Il dono di Humboldt, premiato con il Pulitzer, è una parabola umoristica scandita con leggerezza voltairiana, che l’autore stesso definiva «un romanzo comico sulla morte».
Rizzoli, 1976.